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Dalle vette al mare

25 February 2026
From the Moutain to the Sea
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Dalle montagne dell’Argentina alle acque aperte del Mediterraneo e oltre, questa è la storia di un marinaio il cui viaggio si misura non solo in miglia, ma in momenti di coraggio, scoperta e connessione. Attraverso vento, onde e l’obiettivo della sua macchina fotografica, condivide una vita costruita passo dopo passo, sempre Toujours Ensemble.

SUMMARY

  • Un viaggio personale
  • Dietro le maschere
  • Vela e fotografia
  • Toujours Ensemble

Un viaggio personale

Prendre le large, il mio detto francese preferito, allontanarsi dalla riva, abbracciare la libertà e l’orizzonte aperto.

Da bambino, il mio mondo finiva contro un muro di montagne, un orizzonte che non esisteva orizzontalmente. Sono cresciuto a Salta, in Argentina, dove le vette si ergono come giganti e la natura ti ricorda costantemente che non sei il centro di nulla. Lì, senza accorgermene, ho imparato a rispettare forze con cui non si può negoziare, forze con cui avrei poi imparato a vivere in armonia. Il mare, a quell’epoca, per me non esisteva davvero.

Una piccola barca confrontata con il silenzio della pietra. Un discreto promemoria della nostra piccolezza di fronte alla natura.

Come tanti altri durante la crisi argentina del 2001, ho lasciato il mio paese da giovane, trascinato dai miei genitori. Non fu né eroico né romantico. Partire significava avere una possibilità per il futuro. Non potrò mai ringraziare abbastanza i miei genitori per il coraggio necessario a lasciare tutto alle spalle e attraversare l’oceano con più domande che risposte, in un’epoca senza accesso istantaneo alle informazioni. Oggi sappiamo che fu la decisione giusta.

La Spagna fu la nostra prima tappa. Vicino a Valencia, la mia storia d’amore con il mare iniziò silenziosamente, non l’oceano selvaggio dei libri, ma un Mediterraneo vicino, luminoso, quasi gentile. Colpo di fulmine. L’idea della vela apparve come un dolce sussurro, bella, fragile, riposta in un cassetto mentale. Naturalmente l’ho tenuta lì, per non prenderla troppo sul serio. Solo qualche anno dopo la mia vita cambiò di nuovo. Abbandonai il comfort e mi immersi nell’ignoto, questa volta a Parigi. Un nuovo paese, nessun piano, nessuna lingua, nessun riferimento culturale a parte un gigante d’acciaio con una luce in cima. Quegli anni furono pieni di errori, lezioni e crescita. E ci fu una sorpresa aggiuntiva che sarebbe diventata il punto di svolta della mia vita, Margareth, ora mia moglie.

Un corridoio dorato di luce a Sa Calobra, la quiete del mattino, pura e fugace.

Alla ricerca di un terreno neutro per una coppia mista, brasiliana e argentina, una sfida diplomatica in sé, finimmo a Londra. Nessuna bandiera, nessun inno calcistico, nessun dibattito infinito su chi avesse la musica migliore. 

Solo cieli grigi, file ordinate e una bellissima città vibrante troppo impegnata per notare da dove venivi.  Quegli anni ci hanno insegnato una lezione simile alla vita in mare, i piani sono utili, ma non sempre sopravvivono al primo contatto con la realtà. 

La barca in lontananza, il fondale davanti a noi; a Itaca, la quiete rivela ciò che l’occhio spesso trascura.

Margareth mi ha portato qualcosa di sconosciuto fino ad allora e cruciale per le decisioni successive, la fiducia per rompere le strutture radicate della nostra società moderna e immaginare una vita che non ruotasse attorno a calendari e muri d’ufficio.

Con il suo sostegno incrollabile, diventare velista professionista improvvisamente sembrava il passo successivo ovvio, e, a quanto pare, il Regno Unito fu il luogo perfetto per farlo.

Dietro le maschere

Vento ed eccitazione ci trasportavano lungo le coste deserte del nord di Maiorca.

In qualche modo, sono sempre stato attratto da luoghi dove non puoi fingere. Le montagne me lo hanno insegnato.

 Ho iniziato a comprendere il mare allo stesso modo, spazi dove adattarsi è l’unica opzione, e per adattarsi bisogna affrontare se stessi con completa onestà. Col tempo, ho capito che questa attrazione era come una bussola silenziosa, che guidava i miei passi anche quando non capivo ancora dove indicava.

Il mare mette la vita in prospettiva. In un lungo viaggio, nulla è superfluo, neanche il rumore. Il tempo si allunga. I pensieri si placano. Inizi a ascoltarti davvero. Ogni notte in guardia, ogni guasto meccanico, ogni alba in mezzo all’oceano lascia un segno. L’oceano è paziente, ma esigente, non perdona mezze misure o finzioni. E così, un giorno, un oceano si stendeva dietro di me, e poi un altro, fino a quando la navigazione professionale in oceano divenne, in un certo senso, l’apice di quel viaggio. Eppure raggiungere quel punto non è mai stato un obiettivo unico e finale. Furono innumerevoli piccole decisioni, prese una miglia alla volta.

Sempre alla ricerca dell’invisibile e dell’intatto, siamo stati condotti alle nostre avventure in mare più memorabili.

Vela e fotografia

All’ancora da soli nel freddo silenzioso di una mattina invernale. Premiati come Migliore Foto di Vela, Accastillage & Diffusion 2022.

Non sorprende che la mia storia d’amore con la fotografia sia iniziata in Francia, un paese di fascino immenso in ogni angolo. Ho cercato, in un certo senso, di catturare una bellezza che non fosse mai sufficiente per limitarmi ad ammirarla. Più tardi, durante gli studi di sociologia, la fotografia divenne uno strumento di analisi, rimodellando il modo in cui vedevo e comprendevo il mondo. Dal punto di vista tecnico, vela e fotografia condividono la stessa logica. Entrambe richiedono osservazione costante, anticipazione e decisioni basate su variabili in continuo cambiamento.

In controluce al tramonto, un momento di quiete tra mare, barca e solitudine.

Il marinaio legge il vento, le nuvole e il mare per regolare rotta e vele, il fotografo legge la luce, l’inquadratura e il tempismo prima di scattare. In entrambi i casi, la tecnica è un linguaggio che permette il dialogo con la natura, ma mai il controllo. Agire troppo in fretta è spesso un errore.All’inizio tutto è conscio, quasi rigido. Con la pratica, i gesti diventano naturali, e la tecnica svanisce sullo sfondo. La magia accade quando vedi l’immagine prima di scattare, proprio come senti il vento prima che cambi. È lì che i due mondi si incontrano.

Col tempo, la fotografia è diventata una compagna silenziosa dei miei viaggi. Mi ha insegnato a osservare senza giudicare, a trovare significato nei dettagli quotidiani, soprattutto in mare, dove nulla può essere forzato. La luce arriva al suo tempo. 

I momenti durano solo quanto durano.Nessuna scena si ripete mai. In questo contesto, fotografare significa meno imporre un’idea e più imparare ad aspettare, rimanere attenti e accettare con resilienza e umiltà. In molti modi, mi ha insegnato la stessa lezione del mare, pazienza, attenzione e il potere silenzioso di essere presenti.

Toujours Ensemble "A Love Story and a Boat"

All’ancora pacificamente tra rocce bianche lunari e grotte frastagliate, la barca è un testimone sereno del design audace della natura.

La più grande avventura della mia vita finora? Non è stata navigare verso destinazioni remote come le isole del Pacifico, né attraversare l’Oceano Indiano in una sola tratta. L’ho trovata incontrando mia moglie. Lo so, vedo i vostri occhi alzarsi al cielo, ma prometto di non sommergervi di dolcezza, anche se una piccola onda si è intrufolata comunque. Semplice e banale com’è, è una certezza profonda. Lavoriamo in squadra. Lei immagina, spinge, plasma. Io eseguo, controllo, materializzo. Insieme ci bilanciamo, a volte uno guida, a volte l’altro, ma la direzione è sempre condivisa. Le decisioni importanti non sono mai state individuali, sono sempre state prese insieme, su tovaglioli scarabocchiati, dibattendo davanti a un caffè sul ponte o discutendo a lungo di notte sotto le stelle.

La nostra prima barca, Toujours Ensemble, nacque da una delle sue idee, gioiosa, ambiziosa, piena di entusiasmo. Il nome stesso è più di un’etichetta, incarna la nostra filosofia, un modo di vivere. La vita a bordo è intima, un piccolo spazio dove tutto è condiviso e non c’è dove nascondersi. In mare non ci sono finzioni. Rivela chi siamo, cosa valorizziamo e insegna che un compagno si sceglie ogni giorno, non solo una volta. La vita in mare ci ha messi alla prova e ricompensati allo stesso modo.Life at sea has tested us and rewarded us in equal measure.

Alfredo, il nostro coraggioso tender, piccolo ma risoluto, segna il legame tra imbarcazione e custode in acque incontaminate.

Abbiamo affrontato tempeste, guasti meccanici e enigmi di navigazione che avrebbero distrutto team meno impegnati. E abbiamo celebrato albe tranquille, vele perfette e le piccole vittorie derivanti dal costruire una vita insieme.

Ogni sfida e trionfo ha plasmato non solo il nostro viaggio, ma anche il modo in cui comprendiamo partnership, fiducia e libertà. Non è una storia straordinaria. È una vita vissuta con intenzione. Non convenzionale per scelta. Realizzata attraverso anni di duro lavoro, decisioni condivise, apprendimento costante e una barca diventata casa. Passo dopo passo. Toujours Ensemble.

All’ancora pacificamente, avvolti dalla quiete di un mattino d’autunno a Cala Tuent

Ogni marinaio ha una storia, un primo viaggio, un ancoraggio preferito, una lezione imparata sotto le stelle. Condividi le tue esperienze con la comunità Navily e ispira altri a navigare, esplorare e catturare i propri momenti indimenticabili in mare. Se vuoi scoprire di più sul lavoro di Gines, passa sul suo Instagram e segui la sua avventura ! Buona navigazione, Capitano !

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