L’estate europea del 2024 è stata una di quelle da segnare sul diario di bordo. Io sono Blerina, ammiraglia e distributrice ufficiale di feta a bordo di Sailing B’leve, un catamarano capitanato da mio marito Steve. È una vera leggenda della vela, appassionato di motori e mago delle riparazioni improvvisate, capace di sistemare tutto, da una pompa d’acqua marina rotta a una complicata procedura doganale.
Insieme abbiamo trascorso sei mesi e percorso 2.268 miglia nautiche navigando nel Mar Egeo. La nostra bussola? Il vento. Il nostro umore? Quasi sempre felicemente al traverso. E i nostri Volvo? In vacanza anche loro.
La rotta meno motorizzata
Siamo partiti da Kilada, in Grecia (soprannominata “la culla dei catamarani”), con un piano così semplice da sembrare sospetto: seguire il vento. E, incredibilmente, ha funzionato. Abbiamo cavalcato i venti meridionali risalendo il Golfo Argolico e Saronico, attraversato il canale di Corinto, costeggiato Evia fino alle Sporadi, poi siamo giunti in Turchia per fare infine ritorno attraverso il sud dell’Egeo e a nord di Creta, chiudendo l’anello con un ritorno impeccabile a Kilada.
Curiosi di vedere dove siamo passati? Trovate il nostro itinerario completo qui e un riassunto divertente su Instagram.
BlerinaUn buon navigatore non dà mai la colpa agli strumenti, e noi non ne avevamo motivo.
Gli strumenti del mestiere
Un buon navigatore non dà mai la colpa agli strumenti, e noi non ne avevamo motivo. I nostri tre preferiti:
- Pilot Book di Rod & Lucinda Heikell (acque greche e turche): più sacri della Bibbia di famiglia. Carte, consigli, aneddoti e dettagli che farebbero arrossire anche un doganiere.
- PredictWind Pro: siamo abbonati (e un po’ dipendenti). I loro modelli meteo ad alta risoluzione sono eccezionali, ci hanno aiutato a evitare parecchi fronti burrascosi e a pianificare le rotte con facilità.
- Navily: recensioni in tempo reale sugli ancoraggi, conoscenza condivisa tra navigatori e la nostra vetrina per raccontare 114 storie di baie, risacca e, sì, anche capre.
Attraversare le frontiere come professionisti (più o meno)
Ah, la burocrazia – l’unico vento contrario che non siamo riusciti a evitare. Ecco com’è andata:
- Uscita dalla Grecia – Leros: Ancorati a Lakki. Scoperto che dovevamo andare fino ad Agia Marina per le pratiche. Pagato 15 € e salutato la spanakopita.
- Ingresso in Turchia – Didim: Trovato un agente eccezionale tramite il gruppo Facebook “Aussies & Kiwis Sailing the Med”. Inviati i documenti via WhatsApp. Arrivati. Sorriso. Pagati 300 €. Fatto.
- Uscita dalla Turchia – Fethiye: Altro agente, altri 150 €. Veloce e indolore, al contrario della tecnica d’ancoraggio di una goletta turca.
- Rientro in Grecia – Rodi: In modalità fai-da-te. 30.000 passi nella città vecchia per visitare tutti gli uffici. Pagati altri 15 €. Ricompensa: tzatziki e patatine all’origano. La vita è bella.
Consiglio utile: tenete in ordine i documenti di bordo, fate tesoro dell’intelligenza collettiva della comunità nautica e mettete in conto un budget per gli agenti turchi… a meno che non vogliate decifrare regolamenti scritti in calligrafia ottomana.
I nostri ancoraggi preferiti
Su 114 ancoraggi visitati, alcuni meritano una menzione speciale, più sonora di un Meltemi:
Venti, avvisi e (involontarie) manovre di guerra
Il Mar Egeo è un paradiso per i velisti, ma è bene tenere l’orecchio sul VHF e gli occhi attenti alle zone rosse.
Navigando lungo la costa caria in Turchia o nel sud dell’Egeo (inclusa Creta), verificate la presenza di zone militari attive.
Alcune aree diventano improvvisamente inaccessibili per esercitazioni. Chiedete alla guardia costiera. O al panettiere locale. Oppure fate come noi: cercate di tradurre con Google un PDF disponibile solo in turco. L’ingegno kiwi può fare miracoli.
Riflessioni finali dal timone
Questa stagione è stata tutta una navigazione in armonia con la natura, non contro di essa. Sintonizzarsi sul vento, sul ritmo del mare, sul suono della feta che tintinna sul piatto di ceramica.
Non ci siamo mai affrettati. Abbiamo usato i motori solo quando necessario. E abbiamo lasciato ogni ancoraggio con un po’ più di sale nei capelli e di gioia nel cuore.
Seguite la nostra scia:
- Rotta e racconti: www.sailingbleve.com
- Vita a bordo: @sailingbleve su Instagram
Venti favorevoli, baie tranquille e frontiere con meno scale da salire.
— Sailing B’leve
(Una coppia di navigatori kiwi-americano-albanese-croati con un sogno, qualche passaporto, una randa e due scafi)

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